
Chi lo pensava quel 12 novembre del 1989, che la svolta della Bolognina avrebbe creato tutto ciò.
Chiusura di un’epoca, abiurando 68 anni di storia come una colite spastica, Occhetto, D'Alema, Fassino, Veltroni e tutta la nomenklatura comunista decidevano di passare alla quercia. Poi il PDS, memorabilmente diventò DS, giusto per svilire l'elettorato che un pochino si era abituato al nome. E ora il PD.
Ditemi voi cosa Walter Veltroni ha mai fatto per essere considerato un vate della sinistra italiana!
Io a occhio e croce direi : gli inserti dell'"Unità", che hanno fatto conoscere al sottoscritto "Taxi Driver". Tra parentesi da direttore dell'"Unità", l'ha quasi fatta fallire, con una politica di bilancio dissennata, ma direte voi, non c'era Padoa Schioppa nel cda.
Poi potrei continuare con il fatto che è un dj radiofonico, abnorme particolarità per un politico occuparsi di qualcosa fuori dal "politico" (è senz'altro un grandissimo intenditore di musica).
Nel '98 prende le redini del partito, conducendolo nel 2001 al secondo peggiore risultato della storia del PCI-PDS-DS. Così trasferisce baracca e burattini a Roma, che da quel momento diventa "Veltronia", la capitale dei concerti, della cultura, con ancora i problemi strutturali di sempre, ma con Simon & Garfunkel al Colosseo.
Cosa non mi convince in lui?
a) La statura politica; Veltroni è forse il politico con maggiore impatto sull'opinione pubblica, quello che tutti da 10 anni sponsorizzano, ma paradossalmente non ha nessuna ascrizione alla leadership. Ha mirabilmente deciso di scappare via da quell'Armata Brancaleone che erano i DS nel 2001, lasciando il peso della ristrutturazione a Fassino (che se mai avesse avuto credibilità da leader, l'ha persa), e riservandosi di ritornare al taglio della torta PD. Bastano 6 anni da amministratore per accreditarsi? D'Alema cederà così facilmente? Veltroni ha delle idee politiche, ed eventualmente ce le può fare sapere tra un doppiaggio di cartoni animati e un party nei salotti romani? Io ho fatto caso come in questi anni, sia stato parco di valutazioni il nostro Walter : hanno esternato di più Napolitano e Ciampi che lui, evidentemente non si voleva bruciare.
b) la sua ideologia; dietro un ottima dialettica, un'apertura al "sociale" che solo lui ha, tutti si chiedono mentre lo incensano : ma che pensa? Ed è un bellissimo salto logico! Non lo adorano in quanto pensa, ma in quanto è! E'di sinistra? Ci ha spiegato che è entrato nel PCI come kennediano, e nessuno ha avuto il buonsenso di ridergli in faccia, sicché il suo percorso lo sta portando ad essere un post-democristiano. Io ho visto Mieli con i suoi bellissimi occhi lucidi ansimare di gioia quando si parla di Veltroni, così tutta l’intellighenzia radical-chic dai vari Lerner, Annunziata, Salvati… Questo suo americanismo stridente con tutta la sinistra italiana, che lo distingue… Ma ciò che fa paura è che tutta l’opposizione lo sponsorizzi a leader e parli benissimo di lui : io questi fenomeni penso di conoscerli e si chiamano “inciucio”, “bicamerale” e altro…
c) il salottiero; la politique politicienne della seconda repubblica si gioca anche su queste cose. Walter non è un semplice snob, Walter è la quintessenza del radical-chic. Perché è diventato sindaco di Roma? Per andare nelle terrazze a discutere di “Martismo-leninismo” (il comunismo secondo Marta Marzotto), e di Africa. Aaaaaah quest’Africa! I viaggi di Walter a sensibilizzare l’opinione pubblica, a costruire scuole. Azione meritoria senz’altro, pubblicità ancora di più. Io me lo auguro che si prodighi realmente se diventerà premier, ma nel senso non di una scuola, Live8 o cazzate del genere, ma di politiche strutturali, investimenti, sensibilizzazione ai diritti civili e politici.
d) il buonismo; trovo insopportabile l’appeasement che lo rende il Bertinotti di centro; da 15 anni la contrapposizione con il cattivo D’Alema, lui Walter amato da tutti, disponibile, moderno. Essere un imbonitore fa politica. Chi esprime opinioni ferme e magari iconoclaste è un sovversivo. Se questo modo di pensare è l’ideologia dominante nella pubblica opinione italiana, ovvero desensibilizzare, anestetizzare ogni conflitto alla radice per pensarla tutti uguale, una sorta di Mielismo-Moroteo, il nostro eroe è il maggiore esponente. Walter, dille due cose su quel porco di Bush visto che sei terzomondista e pacifista, dille due cose sull’ingerenza ecclesiastica visto che sei ateo (ma c’è sempre tempo… in politica), DILLE DUE COSE! DUE. Magari di sinistra.
Il mio compromesso storico sarebbe dargli il Ministero dei beni culturali ad interim, poi mandarcelo alla Corte dei Conti. Ma diavolo che sarà mai sta Corte che nessuno vuole andarci… Mah!
| inviato da
fabriziospruzzi il 21/6/2007 alle 8:32 | |